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PREMESSA
I Centri
Territoriali Permanenti per l'istruzione e la
formazione in età adulta vengono istituiti
nell’anno scolastico 1997/98 con la Circolare
Ministeriale 29 luglio 1997, n. 456
Dal documento redatto a seguito della conferenza
“STATO E REGIONI “ del 2 marzo 2000 l'educazione
degli adulti viene proposta come sistema
integrato, decentrato e partecipato.
La direttiva ministeriale n° 22 del 6 febbraio
2001 indica che le strategie di formazione lungo
l'intero arco della vita, possono essere
perseguite dai C.T.P. anche attraverso la
realizzazione d'interventi individuali
d'informazione e orientamento e d'interventi
culturali per l'inserimento delle persone nel
contesto sociale.
1 .ATTIVITA'
DEI CENTRI E ACCESSO
accoglienza, ascolto e orientamento;
aLfabetizzazione primaria funzionale e di
ritorno;
apprendimento della lingua e dei linguaggi;
sviluppo e consolidamento di competenze di base
e di saperi specifici;
recupero e sviluppo di competenze strumentali
culturali e relazionali idonee ad una attiva
partecipazione alla vita sociale;
acquisizione e sviluppo di una prima formazione
o riqualificazione professionale;
rientro nei percorsi di istruzione e formazione
di soggetti in situazione di marginalità.
Ai Centri possono accedere gli adulti privi del
titolo della scuola dell'obbligo e quelli che,
pur in possesso di titolo, intendano rientrare
nei percorsi di istruzione e formazione.
E’ consentito l'accesso a coloro che abbiano
compiuto il 15° anno di età.
L'accesso alle attività dei Centri viene
prioritariamente garantito a coloro che
richiedono il conseguimento del titolo di
studio.
I singoli utenti possono accedere a diverse
attività sulla base della negoziazione del
percorso di cui al successivo art. 6.
Al termine delle attività è previsto il rilascio
di titoli, certificazioni o attestazioni di cui
al successivo art. 7.
2.RISORSE UMANE
COORDINATORE
PERSONALE DOCENTE
tre docenti di scuola elementare;
due docenti di scuola media classe 43/A
(Italiano, storia ed educazione civica,
geografia);
un docente di scuola media classe 59/A (Scienze
matematiche, chimiche, fisiche e naturali);
un docente di scuola media classe 45/A (Lingua
straniera);
un docente di scuola media classe 33/A
(Educazione tecnica),preferibilmente in
possesso dei requisiti richiesti all'operatore
tecnologico.
3. ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA'
Le
attività del Centro sono permanenti.
Le offerte integrate di istruzione e di
formazione debbono essere comunque garantite
nelle loro varie articolazioni per almeno 200
giorni all'anno.
Il Collegio dei docenti dell'istituzione
scolastica presso cui funziona il Centro
delibera in ordine alla programmazione delle
attività, sulla base di puntuali proposte
formulate dal Coordinamento del personale di cui
all'art. 9.
Inoltre il collegio dei docenti, sentito il
Coordinamento degli operatori del Centro,
definisce i modelli organizzativi per le diverse
attività, in base alle reali esigenze
dell'utenza e alla effettiva possibilità di
risposta legata ad una gestione efficace e
responsabile delle risorse, fissando:
il calendario delle varie attività (giorni di
svolgimento per settimana, numero delle ore
giornaliere e settimanali, distribuzione
nell'anno);
l'offerta formativa secondo singoli percorsi
negoziati, articolati per gruppi di livello, di
interesse, attività laboratoriali, stages,
attività individualizzate...
Per realizzare tale flessibilità si applicherà
quanto previsto dagli artt. 41 e 50 del C.C.N.L.
del 1995, rispettivamente per il personale
docente e per il personale A.T.A., in ordine
alla pianificazione annuale delle attività ed
all'articolazione flessibile su base
plurisettimanale dell'orario.
Le funzioni di competenza dei docenti, da
svolgere in modo integrato e coordinato con gli
altri operatori del Centro sono:
attività di accoglienza e ascolto;
analisi dei bisogni dei singoli utenti;
definizione di itinerari formativi che
identifichino obiettivi riconoscibili sulla base
delle situazioni individuali dei soggetti, delle
risorse, delle strutture e delle competenze
disponibili;
attuazione di specifici interventi, come
articolazione del progetto definito con il
singolo, attraverso gruppi di interesse, di
approfondimento, attività individualizzata ed
altro;
azioni di tutoraggio e di valutazione
individuale;
attività di coordinamento sia sul versante
organizzativo e didattico, che su quello
riferito al rapporto con enti e/o agenzie
coinvolte nelle attività per gli adulti, anche
finalizzate ad azioni di informazione e di
orientamento all'utenza;
attività di programmazione e di monitoraggio.
i linguaggi e le culture;
l'alfabetizzazione alla multimedialità;
la formazione relazionale come conoscenza del
sistema sociale, ambientale, economico,
geografico.
I docenti utilizzano il valore formativo delle
discipline, gli altri operatori le specificità
delle attività proposte, per realizzare
opportunità che debbono consentire di acquisire,
consolidare e sviluppare:
la flessibilità come disponibilità a cambiare e
innovare;
l'analisi dei punti di vista e delle realtà come
approccio alle altre culture.
la visione sistemica come saper inquadrare la
propria attività in quella complessiva
dell'organizzazione;
la padronanza dei linguaggi e delle tecnologie
più diffuse;
l'apprendimento continuo come disponibilità ad
aggiornarsi e ad apprendere;
lo spirito partecipativo come capacità di
lavorare con gli altri;
lo spirito di autocritica come capacità di
valutarsi.
Nelle funzioni di competenza dei docenti
all’interno dell’orario di rapporto con l’utenza
si debbono considerare le attività di
accoglienza e ascolto, nonché quelle di analisi
dei bisogni dei singoli utenti (art. 31 del
contratto).
4. NEGOZIAZIONE DEL PERCORSO - PATTO FORMATIVO
Nella fase di accoglienza, i docenti
acquisiscono elementi di conoscenza allo scopo
di fare emergere le risorse, i bisogni, le
aspettative e gli interessi di ciascun iscritto.
All'interno delle risorse personali verranno
individuati crediti culturali, sulla base delle
esperienze formative e di lavoro di ciascuno.
In relazione agli elementi raccolti il gruppo
docente, presieduto dal coordinatore, d'intesa
con gli altri operatori, effettua la
negoziazione con ogni iscritto per la
definizione dello specifico percorso di
istruzione e formazione, fissando obiettivi,
metodologie e tempi atti a conseguirlo, nonché
le modalità di adattamento, di verifica in
itinere e di valutazione.
La risultante del processo che vede coinvolti
docenti e operatori del Centro e ciascun adulto
interessato è pertanto il patto formativo:
elemento fondante di esso è quindi l'analisi
iniziale della realtà di ciascuno. Il patto
formativo va reso esplicito e formalizzato.
Nel patto formativo di coloro che intendono
conseguire il titolo di licenza elementare o
media vengono indicati i rispettivi docenti (di
scuola elementare e media) che faranno parte,
per ciascun interessato, rispettivamente delle
commissioni di esame di cui al successivo art.
7, prevedendo di norma per la scuola media la
presenza di due docenti di lettere, un docente
di lingua straniera, un docente di scienze
matematiche e un docente di educazione tecnica.
5 .
VALUTAZIONE - ESAMI - LIBRETTO - CERTIFICAZIONI
titolo di licenza elementare;
titolo di licenza media;
attestato delle attività di
professionalizzazione o di riqualificazione
professionale, nei casi in cui siano state
attivate specifiche intese;
attestato delle attività di cultura generale
seguite.
In sede di valutazione di ammissione agli esami
i docenti valuteranno la coerenza del percorso
svolto in relazione a quanto indicato nel patto
formativo.
Per ogni adulto rientrato in formazione, è
istituito un libretto personale in cui, oltre ai
crediti riconosciuti in ingresso, sono indicate
le attività effettivamente svolte con
l'annotazione della durata oraria e dell'area
culturale e professionale relativa e
l'annotazione sintetica delle competenze
raggiunte, i titoli o gli attestati acquisiti.
Gli elementi contenuti nel libretto personale
assumono valore di crediti formativi individuali
e pertanto sono concordati con i soggetti che,
per effetto di intese e convenzioni, hanno
partecipato alla realizzazione delle attività
previste nel patto formativo del singolo.
Le modalità di certificazione per il rilascio di
attestazioni inerenti alla prima formazione
professionale sono previste dalle intese con i
soggetti pubblici e privati che concorrono alla
realizzazione delle attività, secondo le
indicazioni e gli orientamenti al riguardo
formulate dal Comitato Provinciale.
Per i frequentanti che non abbiano conseguito il
titolo di studio e/o l'attestato professionale e
culturale previsti nel patto formativo, gli
eventuali crediti acquisiti sono indicati nel
libretto personale. Il coordinatore del Centro
rilascia agli interessati una dichiarazione di
frequenza.
6 .
ORGANI COLLEGIALI
Il diritto di assemblea dei frequentanti rimane
regolato dalle norme contenute negli articoli 12
e seguenti del D. L.vo 16.4.1994, n. 297.
È istituito il Coordinamento di tutto il
personale impegnato nella realizzazione delle
attività didattiche e formative del Centro.
Alle riunioni del Consiglio di Istituto o di
Circolo dell'Istituzione Scolastica che ha la
responsabilità amministrativa del Centro, al
fine di promuovere la progettualità relativa
all'educazione in età adulta, partecipano - a
titolo consultivo - due rappresentanti dei
docenti del Centro e due rappresentanti dei
frequentanti appositamente designati,
rispettivamente, dai docenti e dai frequentanti
del Centro medesimo. E' invitato a partecipare,
altresì, allo stesso titolo, un rappresentante
per ciascuno degli Enti o dei soggetti con cui
si sono stipulate intese.
Il gruppo docente del Centro è competente ad
organizzare la propria attività in base
all'impostazione e alla gestione didattica dei
percorsi.
7. PIANO
DELL’OFFERTA FORMATIVA DEL 32° C.T.P.
7.1 SITUAZIONE SOCIO-AMBIENTALE
7.2 LA SEDE OPERATIVA
7.3 OFFERTA FORMATIVA
7.4 CORSO DI SCUOLA MEDIA |
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