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COMITATO DEI GENITORI verbale 15/02/2010

Incontri sul tema

Conosciamo gli adolescenti: che cosa rischiano?

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INVITO CORSO FORMAZIONE GENITORI

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 CONOSCIAMO GLI ADOLESCENTI: CHE COSA RISCHIANO?

Istituzioni: Scuola Media Statale “A. Volta”    Latina

Autori: Dott.ssa  Concetta Malvaso  Pediatra – Adolescentologa -    Dott.ssa  Simona Vescovo - Psicologa

Ci sono problemi che rimangono nascosti nella società, continuando a produrre vittime che usano il silenzio come impotente difesa.
Ma è proprio questo silenzio a rendere possibile il perpetuarsi dei problemi….. 
Nell’intento di essere una risposta ai problemi sociali, che rischiano di condizionare un normale sviluppo adolescenziale, si è ritenuto opportuno affrontare con l’ausilio di esperti due fenomeni in particolare : “Le Dipendenze”  e  “Il Bullismo “. 
I comportamenti a rischio adolescenziali possono essere considerati dei modi per provare sensazioni nuove e forti, in cui assumono grande importanza le componenti relative alla sfida ed alla sperimentazione di Sé.
Per capire meglio le dinamiche che spingono un adolescente ad adottare comportamenti a rischio, ricordiamo  che alcuni di essi, come ad esempio fumare sigarette, bere, assumere sostanze, o, iniziare precocemente un’intensa e/o promiscua attività sessuale permettono l’identificazione con il gruppo dei pari e  facilitano l’accettazione nel gruppo.
Se un tempo al concetto di rischio erano collegate valutazioni negative ed esso era visto come un “disvalore”, oggi si sta imponendo un modello che considera il rischio positivamente;
Tale diversa percezione segnala lo spostamento di prospettiva da un orientamento verso traguardi di sicurezza ad obiettivi nei quali trova spazio il “mettersi in gioco” e il “non accontentarsi”, molti giovani sembrano essere consapevoli che il saper rischiare faccia parte delle abilità che la società attuale richiede a chi vuole farsi strada nella vita.
Il cambiamento degli scenari sociali porta necessariamente ad impostare in maniera nuova l’azione educativa nei confronti dei giovani. È diventato ormai un imperativo categorico per tutte le culture aiutare i giovani a costruire un FUTURO  di umanità meno violenta.
E’ necessario operare una prevenzione facendo leva sui fattori socio-culturali che stanno favorendo la divulgazione di tale modello;
 Diventa quindi importante lavorare secondo un modello multidisciplinare che tenga conto delle varie agenzie educative coinvolte: la famigli, la scuola, i coetanei.
E’ necessario non dimenticare che ogni storia personale si intreccia  con le più ampie storie sociali e culturali delle comunità di appartenenza i cui membri:
  • Condividono una storia di interazioni;
  • Co-producono quotidianamente pratiche concrete;
  • Costruiscono in maniera intersoggettiva parole e discorsi per fornire ad ogni membro gli elementi di interpretazione relativi a se stessi e alle loro azioni
La Famiglia non è caratterizzata solo dai legami affettivi fra i suoi membri, ma costituisce un vero e proprio gruppo sociale perché al suo interno si strutturano elementi di produzione di significati socio-culturali.
La conversazione e il discorso che in essa si produce costituiscono lo spazio all’interno del quale si apprendono, si condividono e si costruiscono i VALORI. 
La scuola:
  • Costituisce per i ragazzi un importante momento di socializzazione secondaria;
  • Consente di stabilire nuovi legami, sia con adulti non familiari, sia con i propri coetanei;
  • Consente di intraprendere un processo di conoscenza di nuovi settori del mondo sociale;
  • È una società in miniatura con regole e presupposti culturali propri;
  • La competenza sociale che permette di farsi degli amici viene costruita nei processi di socializzazione familiari.
Una forte identificazione con la famiglia e con il gruppo di pari costituisce un fattore protettivo di notevole efficacia, in quanto permette di rivolgersi all’una e all’altra agenzia di socializzazione per avere un sostegno e aiuto nei diversi compiti di sviluppo.
Il non poter contare su nessuna delle due costituisce un fattore di rischio di disadattamento sociale e personale
Il disadattamento è una socializzazione non riuscita e un fallimento dell’apprendimento sociale
L’adattamento del bambino è intrecciato alle relazioni con i genitori, con i compagni e con gli insegnanti.
L’adattamento esprime il risultato finale dei processi di socializzazione, ovvero l’acquisizione delle conoscenze, abilità, sentimenti, comportamenti che mettono le persone in grado di partecipare come membri più o meno efficienti alla vita sociale.