Approfondendone la teoria egli arriva nel 1775 a costruire
un nuovo apparato in grado di fornire elettricità senza bisogno di un
continuo strofinio, come nelle macchine elettrostatiche in uso. Questo
nuovo strumento un
congegno che produce una carica elettrica statica, fu chiamato elettroforo perpetuo, e
venne in poco tempo apprezzato e utilizzato in tutti i laboratori
europei.

elettrometro condensatore
Importanti in questi anni sono gli studi sul condensatore
che lo portano alla realizzazione di uno strumento di misura
estremamente sensibile in grado di rivelare stati elettrici
estremamente deboli, l’elettroscopio condensatore.
Durante tali ricerche, Volta individua in modo corretto i concetti di
quantità di elettricità (Q), capacità (C) e tensione (T), arrivando a
formulare la relazione fondamentale del condensatore Q = C*T.
Negli anni che vanno dal 1786 al 1792 si occupa di meteorologia
elettrica e studia le proprietà fisico-chimiche degli aeriformi,
arrivando a determinare, dieci anni prima di Gay-Lussac,la legge
di dilatazione uniforme dell’aria.
Nello steso anno ottiene la cattedra di Fisica Sperimentale
presso il Regio Ginnasio di Como. Durante le vacanze estive del 1776
sul Lago Maggiore, mentre in barca costeggia i canneti presso Angera,
si mise a frugare con un bastone il fondo melmoso dell’acqua e vide
salire a galla, e poi svanire nell’aria, bollicine gassose in gran
copia. Raccolto tale gas, ne scoprì il carattere infiammabile,
indicandolo con il nome di aria infiammabile nativa delle paludi.
Si tratta di quello che oggi noi chiamiamo metano.
Condusse esperimenti
relativi alla combustione del gas tramite una scintilla elettrica in
un recipiente chiuso e costruì un interessante dispositivo chiamato pistola di
Volta.

Schizzo autografo
della pistola di Volta
La sua pistola può essere impiegata per misurare la
forza di esplosione, che hanno le arie infiammabili. La pistola
diventa così un eudiometro, uno strumento per misurare
la quantità di ossigeno presente nell’aria e quindi la sua salubrità.
Costruisce anche una lampada perpetua a gas
infiammabile.

Lampada perpetua
Sua è anche
un’idea che prelude al telegrafo.
Egli trasmise da Como a Milano un segnale elettrico
mediante un lungo filo metallico, tenuto isolato dal terreno mediante pali di legno. Il
segnale elettrico generato a Como, mediante la scarica di una
bottiglia di Leyda, venne ricevuto a Milano, attraverso l’esplosione
della pistola a gas. Il circuito elettrico si chiudeva attraverso una
serie di corsi d’acqua che univano il lago di Como con il porto sul
Naviglio di Milano.
L’invenzione della Pila
Nella primavera del 1892 Volta viene a conoscenza degli
esperimenti di Galvani sulla possibile elettricità animale.
Incredulo, ripete gli esperimenti e, in una prima fase, concorda con i
risultati dello scienziato bolognese, esaltando l’importanza della
scoperta. Una successiva indagine però lo porta a ritenere che le
contrazioni della rana non siano dovute ad una elettricità di origine
animale ancora presente nella rana, sebbene morta, e messa in
circolazione attraverso l’arco metallico collegato tra nervo e
muscolo, ma ad una elettricità esterna provocata dal contatto dei due
metalli che costituiscono l’arco.
La rana assume quindi il ruolo di un semplice, ma sensibilissimo
elettroscopio. L’idea di Volta non viene accettata da Galvani e dai
sostenitori dell’elettricità animale.
Ha inizio una disputa che investe tutto il mondo
scientifico europeo che si
sviluppa con
esito incerto e alternato fino agli ultimi mesi del secolo, quando
Volta, sfruttando la differenza di potenziale dovuta al contatto di
due metalli diversi, riesce a realizzare, introducendo un terzo
conduttore umido, un collegamento in serie in grado comporre i
contributi dei singoli elementi, realizzando così la pila.
Volta compie il
passo decisivo sul finire del 1799: moltiplicando le coppie dei due
metalli e interponendo fra di esse un conduttore della seconda classe,
ottiene di moltiplicare la tensione e realizza la pila. Tale apparato
è in grado di fornire continue scosse, se toccato ripetutamente negli
estremi, oppure un incessante moto del fluido elettrico, se si
mantiene (anche mediante una persona) il circuito chiuso.
Volta realizza la
pila in due versioni, a corona di tazze ed a colonna,
entrambe basate su coppie di elementi argento-zinco, separate da un
conduttore umido. Riguardo all'interpretazione del funzionamento,
Volta, continua a prediligere il contatto bimetallico come il più
efficace motore di elettricità e interpreta l'interposto conduttore
umido come il mezzo che, al sommarsi delle coppie bimetalliche,
permette il sommarsi delle tensioni. Scarterà quindi le
interpretazioni di natura chimica.
Volta determinò che la coppia più efficace di metalli dissimili,
producenti elettricità era composta da zinco e argento.

Pile a tazza e a
colonna
L’importanza
dell’invenzione e le applicazioni che si realizzano in pochi mesi,
sembrano dare ragione allo scienziato comasco, la cui fama ha ormai
conquistato il mondo. Ma l’idea di una elettricità di origine animale
non si dimostrò inefficace. Se dall’invenzione di Volta avrà origine
l’elettrochimica e l’elettromagnetismo con le applicazioni moderne
dell’elettricità, dalle ricerche di Galvani si svilupperà ben presto
l’elettrofisiologia e la moderna biologia.
Nel 1801 Volta
presenta la Pila all’Institut de France, alla presenza
dell’allora primo Console Napoleone Buonaparte, che lo onorò della
medaglia d’oro.